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Adoratori del Padre in Spirito e Verità |
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Eremiti con S. Francesco |
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FORME DI VITA |

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L’Eremita nella sua comunità ecclesiale Tutta l'assemblea benedisse Yahweh, Dio dei suoi padri; si inginocchiarono e si prostrarono davanti a Yahweh . 1 Cr.29,20
Spesso nella Chiesa accade che chi presume di avere un po’ di Spirito Santo, o anche lo ha davvero, si allontana dalla parrocchia per chiudersi in un cammino spirituale che ne esclude altri o per cercare gratificazioni spirituali rincorrendo sacerdoti carismatici e gruppi settoriali. Accade così che la parrocchia, il primo nucleo della Chiesa, rimane povera e sguarnita di persone preziose ed utili. Così accade che il parroco, magari non “splendente” ma in ogni caso amato e voluto dal Signore Dio proprio in quel luogo, rimane solo a gestire tutta la comunità; “solo” nel senso di non avere accanto a sé persone che sposano assieme a lui la causa del Vangelo; “solo” nel senso di non avere interlocutori spiritualmente preparati con cui confrontarsi e dialogare nel vero senso della parola; “solo” spesso e volentieri, davanti a comunità che solo chiedono e giudicano. Noi ci proponiamo l’impegno di essere “seme” di Gesù là dove il Signore Dio nostro Padre ci ha posto sapendo che il seme, se lo pianti e lo ripianti in terreni diversi, perde forza, non dà frutto. La nostra comunione sarà innanzi tutto con il nostro parroco e la nostra comunità anche a costo di scontri, perché è nel confronto, nel dialogo, nella perseveranza e anche nel sacrificio che si cresce nella fede. Un eremita incostante che alle prime occasioni di incomprensione si allontana dalla propria Chiesa è debole, superficiale e non adatto a sposare questa causa. La comunità locale o quella che Dio Padre ci ha indicato è il nostro primo luogo operativo.
Eremiti in canonicaUna cosa ho chiesto a Yahweh, questa sola io cerco: abitare nella casa di Yahweh tutti i giorni della mia vita, per gustare la dolcezza di Yahweh ed ammirare il suo santuario.(Sal 27, 4)Noi Eremiti abbiamo a cuore la testimonianza, e quale testimonianza più visibile se non quella data abitando le canoniche delle tante chiese chiuse e abbandonate? “Nessuno accende una lucerna e la mette in luogo nascosto o sotto il moggio, ma sopra il lucerniere, perché quanti entrano vedano la luce” (Lc.11, 33) Oltre tutto, in qualche caso, alcune canoniche sono addirittura usate per villeggiatura.... Non è forse lo stesso Gesù che ci dice che la sua Casa è Casa di preghiera?... (Lc. 19,46) Ci proponiamo di essere di sostegno a quei Sacerdoti che, dovendo seguire più parrocchie, sentono il peso di tanti luoghi di culto da accudire e ci prestiamo per offrire la nostra presenza per il servizio della Preghiera affinché, in una autentica corresponsabilità con i Sacerdoti, cresca e si rafforzi nei laici la consapevolezza di essere, come i loro pastori, testimoni di Gesù vivo e animatori della preghiera al Padre celeste. Gli Eremiti che abitano in canonica esprimono anche esteriormente questa loro scelta di vita con un evidente segno esterno: croce, fazzoletto o abito, liberamente scelto, che esprima al contempo la consacrazione battesimale e la laicità. Può verificarsi anche la possibilità che gli eremiti coabitino in canonica con il sacerdote dandogli non solo aiuto e assistenza materiale ma condividendo la sua stessa missione pastorale, come esempio e sprone per tutti gli altri laici della comunità parrocchiale che spesso si sentono, e di fatto lo sono davvero, solo collaboratori parziali o semplici esecutori, e a volte comunque non educati a una vera e piena collaborazione nella maturità della fede.
“Il Signore Dio mostri la sua potenza, riapra le sue chiese affinché possano riecheggiare di preghiere e di canti ad esaltazione del tuo santo Nome e a consolazione di tutti i suoi figli.”
Eremiti in casa
Yahweh benedisse Obed-Edom e tutta la sua casa. (2Sam. 6,11) Anche la casa può diventare eremo, luogo di preghiera, di accoglienza e di testimonianza; quante persone sole non sanno come orientare e che scopo dare alla loro vita! Gesù vuole fare di tutti dei veri adoratori del Signore Dio nostro Padre a partire dai nostri cuori… anzi, il cuore dell’uomo è il “luogo teologico” per eccellenza e come fece intendere alla Samaritana, ancor più del luogo è lo Spirito che conta… “Credimi, donna, è giunto il momento in cui né su questo monte, né in Gerusalemme adorerete il Padre. Ma è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perché il Padre cerca tali adoratori. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità». (Gv 4, 21-24) Questa comunione nasce anche per collegare tante persone sole e dare loro la certezza che in Gesù nessuno è solo ed inutile. Lui ha bisogno di tutti per la sua missione. Anche una vita semplice e immersa nel tessuto sociale ordinario di una città o di un paese, può diventare un bene prezioso per tanti….. L’eremita in casa potrebbe essere allora sinonimo di “monaco interiore”; una persona cioè che coltiverà in se stessa una particolare predisposizione verso il silenzio, la preghiera e la contemplazione. Egli, nello spirito di carità comune a tutti i cristiani, cercherà di restare fedele nella vita di ogni giorno, ai principi cristiani: il primato dell’amore di Dio e del prossimo; il primato della Parola; la conversione del cuore; la preghiera continua. Gli Eremiti in casa possono essere fratelli e sorelle, celibi o sposati, giovani o anziani, sani o ammalati. Possono vivere da soli, riuniti in piccole fraternità di tre-quattro fratelli o sorelle. Anche coppie di sposi, se uniti da una profonda sintonia spirituale e animati da un profondo spirito contemplativo, possono vivere questa unione. Vivono nel silenzio e nel nascondimento, nelle proprie abitazioni, in grandi metropoli, in piccoli centri o in luoghi più isolati. Vivono il servizio alla Chiesa principalmente attraverso la loro testimonianza di adoratori e attraverso la partecipazione alla preghiera comune e la collaborazione al parroco della propria comunità Vivono il servizio ai fratelli con l’accoglienza di quanti cercano una parola di conforto e uno spazio in cui sostare qualche momento nel silenzio e nella preghiera. Gli Eremiti in casa abitano, di norma, in semplici appartamenti, facendo di essi il loro eremo, un’oasi silenziosa nel tumulto della metropoli moderna. Sarebbe bene che nella casa degli eremiti vi fosse una stanza o un angolo riservato esclusivamente alla preghiera e alla meditazione. Ogni singolo Eremita e ogni singola fraternità organizzerà i tempi di preghiera in modo autonomo, in base ai propri impegni di lavoro e familiari. Gli eremiti che abitano nella stessa città o in una stessa area geografica si terranno in contatto, incontrandosi per pregare assieme, per condividere le esperienze e per momenti di revisione di vita.
Adottare una ChiesaQuanto sono amabili le tue dimore, Yahweh degli eserciti!L'anima mia languisce e brama gli atri di Yahweh. (Sal. 64,2)Tra gli Eremiti con S. Francesco vi sono anche persone che pur abitando in casa propria “adottano” una chiesa, cioè la aprono per la preghiera, garantendo ogni giorno o saltuariamente un po’ di animazione liturgica, esse si occupano anche del decoro della chiesa. Adottare una chiesa significa amarla, farla rivivere della presenza di Gesù, aprirla ai fedeli affezionati del posto che altrimenti non avrebbero occasione di frequentarla e di pregarvi. Anche questo piccolo servizio risponde all’appello che Gesù fece a S. Francesco.
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