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Adoratori del Padre in Spirito e Verità |
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Eremiti con S. Francesco |
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Obbedienza mistica |


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“Ascolta, Israele:Yahweh è il nostro Dio, Yahweh è uno solo.Amerai Yahweh tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutta la forza. Questi precetti che oggi ti do ti stiano fissi nel cuore, li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando sarai seduto in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai “. (Dt.6.4-5)
Nell’adempimento di questo comando del Signore Dio nostro Padre c’è la nostra gioia, la nostra sapienza e la nostra forza. Ascoltare il Signore Dio e osservare la sua Parola è il mistero della nostra vocazione ed è stato il primo passo per accedere alla sua conoscenza. Offrire la nostra vita a lui amandolo con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze è divenuta l’insopprimibile conseguenza. Testimoniare con la nostra vita i suoi precetti, diffondere la sua Parola ed il suo insegnamento, aiutare a comprendere con amore il suo messaggio di salvezza, che in Gesù ci ha donato, amare e portare la sua consolazione ai nostri fratelli come Gesù ci ha insegnato, realizza la nostra vocazione e quello che noi intendiamo per Obbedienza Mistica. Questo voto non ha carattere pubblico ma è una offerta privata che si compie nel segreto del cuore e che ogni anno, nel giorno del martirio di San Giovanni Battista, il 29 Agosto, viene rinnovato insieme. Obbedienza Mistica al Signore Dio nostro Padre vuol dire anche essere consapevoli della libertà che Gesù, il suo Figlio benedetto, ci ha donato, libertà che privilegia lo Spirito alla legge, la Carità alla lettera, e che desidera evitare il rischio che i nostri rispettivi carismi vengano soffocati nel nome di una obbedienza che toglie vere responsabilità e possibilità di crescita nella fede. Chi vive nello Spirito Santo è guidato e ammaestrato dalla Santissima Trinità: Gesù stesso ci dice: “Uno solo è il vostro Maestro il Cristo” (Mt. 23,10) e anche “Lo Spirito che vi manderò vi guiderà alla verità tutta intera” (Gv. 16,13); e “Tutti saranno ammaestrati da Dio” (Gv.6,45); Nella lettera di San Giovanni è scritto “ l'unzione che avete ricevuto da lui rimane in voi e non avete bisogno che alcuno vi ammaestri; ma come la sua unzione vi insegna ogni cosa, è veritiera e non mentisce, così state saldi in lui, come essa vi insegna.” (1Gv. 2,27). E anche Gesù invita a questa autonomia dicendo e “perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto? (Lc. 12,57). Inoltre scrive San Paolo: “L'uomo spirituale giudica ogni cosa, senza poter essere giudicato da nessuno” (1Cor. 2,15) e noi, vogliamo ribadire ed esaltare su di noi il primato assoluto del Signore Dio nostro Padre: la sua intraprendenza “Yahweh li guidò da solo, non c’era con lui alcun dio straniero”(Dt. 32,12) e la sua paternità: “E non chiamate nessuno padre”! (Mt. 23,9) La Parola di Dio mette al primo posto il primato della coscienza “è meglio obbedire a Dio piuttosto che agli uomini” (At.5,29); nella lettera ai Galati lo stesso Pietro ha sperimentato la fallibilità del suo atteggiamento umano (discussione tra Pietro e Paolo riguardo all’atteggiamento da tenere con i gentili convertiti cfr. Gal 2, 11-14). Per questo anche chi ha ricevuto dalla Chiesa il ministero di pastore e guida può essere esposto a convinzioni e comportamenti errati causati dalla imperfezione umana. San Paolo esorta ad obbedire ai capi e ad essere sottomessi in tutto a loro, questo noi lo facciamo ed intendiamo farlo ma con la forza di chi, chiamato dallo Spirito, sa che lo Spirito soffia dove vuole (cfr. Gv.3,8), consapevoli che lo Spirito Santo parla ed agisce attraverso tutti, anche attraverso chi non ha un ministero nella Chiesa istituzionale: San Paolo non era dei Dodici, ma fu chiamato con potenza da Gesù in persona… lui non ha discusso il primato di Pietro ma la sua missione non è stata meno incisiva nella Chiesa…. Non si vuole certamente smentire ciò che è stata fin’ora l’economia della manifestazione della volontà divina presso gli uomini nella Chiesa, ma solo sottolineare che essendo la rivelazione della volontà del Signore Dio ancora in divenire essa segue non solo la via della gerarchia ma anche si rivela direttamente al cuore di ogni fedele che sia aperto allo Spirito del Signore Dio. Anche a noi oggi Gesù dice “Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso (Gv. 16,12) e “Per questo ogni scriba divenuto discepolo del regno dei cieli è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche” (Mt.13,52). Quello che più ci preme è l’amore al Padre celeste, la consegna della propria vita a Lui e l’obbedienza totale alla sua Parola. Obbedienza Mistica è fiducia nei suoi disegni divini, non nei nostri piccoli progetti umani. Il Signore Gesù chiede tutto noi stessi, ci invita ad amarlo e a saperlo mettere al primo posto; chiede di osservare la sua Parola ed è amandolo che ognuno verrà condotto dal suo Santo Spirito come e dove Lui vorrà, nello stato di vita che il Padre celeste gli mostrerà. Questa obbedienza è in definitiva non fiducia nelle nostre parole, promesse e ragionamenti, ma pieno abbandono in Colui che dice: “i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie - oracolo di Yahweh”. (Is. 55,8)
Dal Dizionario di Mistica della Editrice Vaticana 1998, alla voce “Obbedienza Mistica” L’affidamento totale a Dio nell’obbedienza della fede è una sfida frontale lanciata all’uomo di tutti i tempi, uomo terribilmente geloso della sua autonomia e della sua libertà incondizionata. La sfida è frontale ma salutare, specie se l’obbedienza del Cristiano è “mistica” sostenuta cioè dallo slancio interiore verso il Padre e verso i fratelli, quando cioè diventa fonte di capacità di servizio, diventa libertà di servire come ha saputo servire il Signore Gesù. L’obbedienza appare così come fonte di liberazione da tutto ciò che impedisce di essere capace di donarsi. Paradossalmente mentre la rivendicazione della libertà personale degenera facilmente in individualismo egoistico, l’obbedienza cristiana mette spesso in libertà dinamismi costruttivi di solidarietà. L’obbedienza cristiana risulta essere così un vero mistero di salvezza: Sia perché è attraverso l’obbedienza che Dio riconcilia a sé il mondo sia perché la società gode di energie tese al bene comune, promotrici di fraternità. Dopo l’obbedienza della Croce ogni obbedienza d’amore diventa fonte di vita per il mondo.
Il nome nuovo I miei servi saranno chiamati con un altro nome. (Is. 65,15)
Nel cammino della nostra fratellanza spirituale ognuno cercherà, alla luce dello Spirito di Dio, di scoprire il nome nuovo che Dio Padre gli ha dato. “ti si chiamerà con un nome nuovo che la bocca di Yahweh indicherà.” (Is. 62,2) Questo nome non sostituisce il nome del battesimo ma gli si affianca o manifesta in un semplice appellativo il carisma che contraddistingue la sua missione spirituale di battezzato. Qualche esempio famoso preso dalla Sacra Scrittura: Abram-Abraamo; Simone-Pietro. Saulo—Paolo. E qualche esempio tra i santi: Giovanni della Croce, Teresa di Gesù, Elisabetta della Trinità. Questo nome nuovo non è un vezzo ma un aiuto per comprendere l’indicazione precisa che deve avere la vocazione di ognuno e per capire meglio quale carisma o attributo di Dio si è chiamati a far risplendere nella propria vita. Esso evidentemente ha una valenza solo spirituale ed ha anch’esso solo carattere privato.
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Viviana Maria del Signore degli eserciti
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